Olivia Magee (Art Director)

Tra moda e arte. E’ li che si colloca Olivia Maggee, direttore creativo e anima del progetto stilistico che ruota intorno a BEKKA.  Nata in Irlanda, nella contea di Cavan nell'Ulster repubbilicano  a un passo  dal confine con l’Irlanda del Nord,  vive oramai in Italia da oltre vent’anni. Olivia ha alle spalle studi legati al mondo dell’arte e alle lingue, motivi che la spinsero, tanti anni fa, a trasferirsi in Italia per perfezionare la conoscenza della lingua italiana e completare un percorso di studi legato al turismo. E’ qui che Olivia trova l’amore e decide di costruire la sua famiglia.

Una donna dal temperamento forte, determinata, sensibile (anche troppo alle volte), fantasiosa e ottimista per natura: “C’è sempre la mano del destino in tutto quello che facciamo” una dichiarazione di Olivia che ha tanto il sapore della sentenza.

Segue e si fa portavoce di tutti i più grandi movimenti anglossassoni legati al mondo della moda.  Ha un innata facilità a passare da un jeans abbinato a t-shirt e Dottor Martens ad un tubino nero. Lei che per tanti anni, durante la sua carriera scolastica, ha indossato la divisa: dice : “La moda per me è sinonimo di schemi dai quali uscire. Mi vesto per me stessa e mai per gli altri. I miei gusti appartengono solo a me e non mi sono mai posta il problema di risultare fuori posto. I miei vestiti sono l’estensione del mio carattere”.

Due anni fa nasce BEKKA per la voglia innata e da sempre presente in lei, di fare moda, usando l’esperienza nel campo tessile acquisita negli anni dal marito Mario. E’ una moda che vuole provocare senza mai perdere di vista il buon gusto e la femminilità. E’ una moda che come la migliore delle arti si può amare oppure odiare, ma non può passare inosservata. Una moda che vuole creare una rottura, che non vuole confondersi nella massa, anche se questo vorrà dire scegliere di percorrere una strada più lunga per arrivare al successo.

BEKKA nasce assieme all’arrivo della stilista Stefany Barberis, da subito in linea con la filosofia di Olivia: “Per me lei è un sogno che si fa reale – aggiunge l’art director – nel senso che nessuno meglio di lei riesce ad interpretare il mio linguaggio stilistico ed è capace di farsi vestito e collezione.

Standole accanto si respira un bisogno e di allegria di libertà, tipici della cultura irlandese, che vi contagerà: “Noi irlandesi abbiamo accolto , anche con sofferenza , la filosofia della “divisa” tipica della cultura anglosassone , ma il nostro spirito libero e anticonformista ci spinge a vestire liberamente appena possiamo e non abbiamo paura di nulla, soprattutto non abbiamo paura di essere al centro dell'attenzione. Questa l’idea di fondo che ogni giorno provo a far passare alla mia equipe a trasmettere attraverso i capi delle collezioni BEKKA.

Stefany Barberis (Stilista)

Ci sono incontri scritti nel destino, come quando le tessere di un prezioso mosaico danno vita ad un’opera d’arte e poi ci sono le sinergie che nascono in nome di un sogno, o di un semplice progetto che prende piede, dopo studi mirati, comparati e scelte che un bel giorno qualcuno decide di fare. Da qui, da questo incrocio di situazioni nascono le collezione Bekka firmate dalla giovane stilista torinese Stefany Barberis.

Stefany Barberis 25 anni, torinese, un fratello designer che prova a guidarla nei meandri del mondo accademico, ancor prima di quello lavorativo e una laurea a pieni voti, presso l’Accademia delle Belle Arti. Una carriera, quella accademica, dai costi che la sua famiglia non avrebbe potuto sostenere ma che è stata resa accessibile nel solo unico modo possibile: grazie ad una borsa di studio, per gli eccellenti voti di questa studentessa ai quali non si potevano tarpare le ali.

Stefany alle spalle si lascia una collezione già disegnata, realizzata e sulle passerelle di Torino e Montecarlo e una famiglia cittadina del mondo, che lascia l’Argentina per venire in Italia, a trovare quei parenti paterni dai quali non si separerà più. Parla quattro lingue e all’idea di lasciare l’Italia non storce il muso e sul perché non riusciamo a darle torto: “Lasciare il proprio paese per andare a cercare fortuna altrove fa solo bene. Ti porta ad avere un grado di responsabilità che non avresti altrimenti, perché devi voltare pagina, devi ricominciare tutto dal principio, devi arrangiarti nel peggiore dei casi. Tutto questo vissuto dalla mia famiglia, mi ha permesso di essere quella che sono oggi”.

La donna che meglio incarna lo spirito e le linee di Stefany non seguirà mai gli standard di una moda patinata, il tutto a favore di una donna che scoprirà da se la sua linea, la sola e unica all’interno della quale saprà essere al top senza mai rinunciare ad essere se stessa.

Nella città monegasca sfila nell’ottobre del 2013 in una manifestazione che accende i riflettori su quanti all’Accademia delle belle Arti sono stati in grado di distinguersi. Il suo precoce talento è tutto in quegli abiti, creati in tre anni di studi e attente ricerche, dove racchiuso troviamo un mondo di arte, nel senso letterale del termine. Stefany ama chiamare la sua moda “arte in movimento”, lei che si ispira senza farne mai mistero, all’eclettico e intramontabile talento di Karl Lagerfeld, con uno strizzatina d’occhio all’inglese hooligan della moda, Alexander McQueen: lei e i suoi vestiti ben strutturati ma capaci di destrutturarsi da un’uscita all’altra in passerella. Lei che intende la moda come moto perpetuo dell’animo, al punto da essere indirizzata da sua mamma ad iniziare gli studi in psicologia, salvo declinare l’invito a favore della moda.

Ama i capi quattro stagione, l’azzardo di un capo che si fa fondamentale ornamento di tutti i giorni. Predilige i colori basici declinati nel rosso, bianco e nero, da essi derivano espressioni che designano una tonalità, una sfumatura, un processo, o, ancora, forme alterate che contengono implicitamente un giudizio di valore. Il verde, troverà sempre spazio nella sua scala cromatica come anche una chiara contaminazione di quell’amore primordiale che Stefany nutre per lo spagnolo Salvador Dalì. Scrive storie per bambini e ha una convinzione, e in questo caso, ma solo in questo, la modestia lascia posto a chi prova a sognare in grande: “Sono nata lo stesso giorno di Elsa Schiapparelli, la sogno spesso, ho letto tutto ciò che si poteva leggere su questo talento che ha influenzato la moda del XX secolo e sono quasi certa di essere la sua reincarnazione. Osa nella vita ma fallo con carattere”.

Poi l’incontro con lo staff di Bekka, a quattro mesi dalla laurea e il resto è storia: “Ho avuto la fortuna di conoscere un’azienda che investe nei giovani, che mi ha dato la possibilità di trasformare le mie idee, prime in bozzetti e poi in abiti. Sono arrivata alla convinzione che la fiducia esiste ancora, quella che dai ancor prima di riceverla”. Alla domanda su che donna vorrebbe vestire ha risposto con un laconico: “Mia mamma di 60 anni, perché ne dimostra 30 e perché a lei devo tanto della donna che sono oggi. Potessi, vorrei vestire la modella Gala Éluard Dalí, musa oltre che moglie di Dalì”.

Stefany Barberis nella testa una forte determinazione, al fianco un sogno che si fa realtà e gli occhi ad accarezzare il futuro.

 

BEKKA è un marchio di

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